Alleva la speranza

FABIO FANTUSI

Keep it All

4.080

raccolti su € 18.050

18

Sostenitori

41

Giorni restanti

Amatrice, Lazio, Italia

il progetto

Mi chiamo Fabio Fantusi, ho 42 anni. La mia azienda agricola è a Santa Giusta, una frazione di Amatrice.


Grazie ad “Alleva la speranza” potrò realizzare un’area attrezzata per far tornare i turisti nel nostro splendido territorio, tra i Monti Sibillini e i Monti della Laga. Con la scossa del 24 agosto abbiamo perso la casa e due capannoni.



LA MIA AZIENDA 

Mio padre e mio zio hanno avviato la nostra attività, poi nel 1998 sono subentrato io e ho aumentato il numero di mucche, cavalli e maiali. L’azienda agricola produceva carne, che non veniva lavorata ma venduta direttamente ai commercianti della zona. Insieme all’allevamento avevamo avviato un maneggio, “Il Destriero”, che nei mesi di luglio e agosto diventava il lavoro più importante. Avevamo moltissimi clienti, che portavo a fare lunghe passeggiate a cavallo. Dopo il terremoto l’abbiamo chiuso, perché di turisti non ne venivano più.


Oggi l’azienda si estende su 40 ettari di terreno, abbiamo una trentina di mucche, tra grandi e piccole, una decina di cavalli, 15 maiali, 40 arnie con le api, che ci sono state donate da alcune associazioni dopo il sisma del 2016.


IL TERREMOTO

Nei terribili momenti della scossa del 24 agosto dormivo con la mia compagna in una casetta vicino all’azienda. Con il mio trattore ho liberato le prime strade per arrivare ad Amatrice. Ho soccorso le persone durante tutto il giorno e ho continuato a cercare tra le macerie: conoscevo tante famiglie e avevo tanti amici. Sono stato lì con loro, fino a sera.


Dopo le scosse, il nostro maneggio era una delle poche strutture rimaste ancora in piedi, così presto è diventato la casa comune di tantissime persone. Per mesi hanno vissuto da noi in 50, bambini e anziani compresi. Dormivamo, ci svegliavamo, pranzavamo e cenavamo insieme. La sera si suonava l’organetto, si dava il gelato ai bambini per non far pesare troppo i momenti tragici che stavamo vivendo. Si era creata una grande comunità di autoaiuto. La mia compagna Roberta e sua madre hanno cucinato per tutti, anche per i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile.


IL FUTURO

Ad Amatrice dopo il terremoto è cambiato tutto: non c’è più nulla. Il lavoro è molto poco. Per questo, ad un certo punto avevo deciso di andare via e ricominciare in un altro posto. Ho venduto quasi tutti i cavalli del mio maneggio “Il Destriero”. Poi, con la mia compagna abbiamo aperto un laboratorio di macelleria, a luglio 2018, con molti sacrifici: i salumi potevano essere venduti dal produttore al consumatore. A casa mia la lavorazione di salumi si era sempre fatta ed è lì che l’ho imparata.

L’area attrezzata che realizzeremo con i fondi "Alleva la speranza" sarà un modo per attirare le persone di nuovo qui ad Amatrice. Con questo progetto vogliamo gettare il cuore oltre l’ostacolo e far innamorare di nuovo di questi paesaggi meravigliosi i turisti. Dall’alto si domina tutta la conca amatriciana fino al lago di Scandarello. Una visione tra cielo, monti e acqua unica al mondo, che vogliamo tornino ad ammirare tante persone. E aiutare così il nostro territorio a rinascere.


Dove

Condividi