Alleva la speranza

Keep it All

6.206

raccolti su € 20.000

24

Sostenitori

53

Giorni restanti

Amatrice, Lazio, Italia

il progetto

Mi chiamo Valentina Capone, ho 34 anni e gestisco un’azienda che si trova nella frazione di Bagnolo, ad Amatrice (Ri). Coltiviamo il farro e le patate. Poi ci sono le arnie per il miele e i vitelli.


Vorrei puntare sull’apicoltura, ma non ho un laboratorio per la smielatura, quindi con il contributo di "Alleva la speranza" vorrei realizzarlo. Una volta completato, lo metterò in condivisione con gli altri produttori di miele locali, anch’essi in difficoltà dopo il terremoto del 24 agosto.



LA MIA AZIENDA

La nostra azienda familiare si fonda sul lavoro delle donne. Ha iniziato mia nonna, negli anni ’50, si chiamava Emilia Pace. L’azienda è poi passata a mia mamma e infine nel dicembre 2018 a me. La nostra storia inizia ad Amatrice: qui c’era un piccolo caseificio e tutte le aziende avevano le mucche da latte. Con il problema delle quote da latte, negli anni ‘90 ci davano 26 centesimi al litro e quindi abbiamo trasformato le mucche da latte in mucche da carne. La mia più grande passione sono le api: ho sempre aiutato mio zio che le aveva, mi piacevano molto fin da piccola…in realtà mi piaceva mangiare il miele.


L’anno del terremoto, il 2016, è il primo in cui io ho smielato, con le scosse in corso, e in quella situazione ci è venuta l’idea, con il mio compagno, di dedicarci stabilmente all’apicoltura. Da 5 arnie abbiamo aumentato a 35 e oggi produciamo un miele di alta qualità, che si è classificato al primo posto per due anni di seguito nel concorso “Grandi mieli millefiori” della provincia di Rieti. Sono felice di prendermi cura delle mie api: fanno parte della mia quotidianità ed è come se facessero parte anche della mia famiglia.



IL TERREMOTO

Da dicembre 2018 mia madre mi ha passato il testimone e devo ora fronteggiare i tanti danni causati dal terremoto. La casa mia e del mio compagno non è stata danneggiata, ma le abitazioni intorno non sono agibili, dovrebbero buttarle giù e rinforzare i muri. In questa situazione, noi non possiamo più rientrare nella nostra abitazione, per questo con i nostri risparmi abbiamo comprato una casetta di legno. La casa dei miei genitori è inagibile dal 24 agosto, anche quella è da buttare giù: loro oggi abitano in una Sae, una “casetta” provvisoria. Pure il fienile è da demolire. Intorno a noi ci sono famiglie decimate dal terremoto del 24 agosto, quindi, nonostante tutto, ci riteniamo fortunati.



IL PROGETTO 

Vicino alla casetta di legno in cui abitiamo vorrei costruire un modulo abitativo da adibire a laboratorio per la smielatura così da sviluppare l’attività di commercializzazione del miele. Il mio non è un progetto personale, ma desidero mettere a disposizione di altri piccoli produttori locali il laboratorio. Voglio sostenere tutto il territorio di Amatrice, colpito duramente dal terremoto del 24 agosto 2016.


Dove

Condividi